Metal Italia webzine


Trentadue canzoni racchiuse in venticinque minuti: questo è il biglietto da visita con il quale si presenta questo "Occlused In Ottusity", esordio dei Balatonizer, trio siciliano dedito a sonorità truci e violentissime basate sul grind, sul crust, ma soprattutto sul brutal death. La band è attiva dal 1997 e arriva all'esordio discografico dopo un demo e un EP che l'ha fatta conoscere a livello underground. Alcune particolarità dei nostri sono che al posto del batterista viene utilizzata una drum machine, ben programmata dal chitarrista Marco, e il fatto di non far uso di testi, in quanto si vogliono rendere fautori di una musica primitiva e risvegliare gli istinti primordiali di chi ascolta. Il lavoro in s non è male, ovviamente a farla da padrone sono blast beat efferati, chitarra assassina e vocione gutturale e inintelleggibile. La furia che i Balatonizer mettono nelle composizioni è propria di band quali i primi Cannibal Corpse e i Cryptopsy, anche se i nostri risultano meno tecnici e più sanguigni. La struttura delle canzoni è tipicamente mutuata dal grind più parossistico di fine anni Ottanta, anche se lo svolgimento delle trame musicali si rifà al brutal death americano. Non credo sia necessario soffermarsi oltre sul piano prettamente musicale, in quanto oramai sarà chiaro a tutti dove vogliano andare a parare i tre siciliani; a fare da trait d'union tra una canzone e l'altra, la band inserisce delle tracce campionate di film italiani di infima qualità degli anni '70, come a rinforzare e a rinsaldare le proprie origini. Va segnalata infine l'estrema ironia della proposta, definita 'dick metal' ed approvata da Sucaman, come si può vedere dal logo posto sul booklet (vi lasciamo immaginare quale sia la parte del corpo maschile che raffigura Sucaman), presente sia a livello di titoli ("Caimmè", "Primitivity 46", dedicata a Valentino Rossi, "Anal By Anal" e "Sucaman") che a livello di booklet dove, in assenza dei testi, il messaggio da propagare è affidato ad un fumetto che rappresenta l'iniziazione alla distruzione dei tre loschi membri del gruppo; un plauso va al guitarist Marco per la realizzazione grafica. In sostanza quindi "Occlused In Ottusity" non verrà certo ricordato negli annali della musica estrema, ma resta una piacevole esperienza di ascolto che difficilmente lascerà scontenti i brutal maniac in circolazione.

Voto: 6
By Luca

www.metalitalia.com


®back