Metal Inside webzine


A parte pochissime eccezioni (penso a gruppi come ai defunti Brutal Truth o a Pig Destroyer e Nasum) i gruppi grindcore rimangono legati ad un circuito prettamente underground, totalmente o quasi ai margini della luce dei riflettori. Nonostante ciò il fermento che da sempre esiste in questa frangia prende regolarmente forma in musica che non pone limiti alla sperimentazione, con il solo “obbligo” di essere estremamente caustica e violenta.
Certo a volte il risultato è deprimente (chi ha detto ultimo Mortician?) mentre in altre si riesce a passare una buona mezzora di “svago”.
È il caso dei nostrani Balatonizer che sono autori di un grindcore dai riflessi stars and stripes dai testi volutamente inesistenti, come indicato nella bio in mio possesso, e “cantati” con un grugnito senza fine, ma in possesso di una forte autoironia su s stessi e sul grind che non guasta in un mondo sempre più inflazionato di presunti geni.
La componente ironica emerge immediatamente appena aperto il booklet/fumetto che accompagna il cd, fumetto in cui il Maligno in persona “invita” i componenti della band a spaccare il mondo, e che passa dagli intermezzi rubati dai film “Borotalco” e “Bianco, rosso e Verdone” nei quali si scatena il mitico caratterista Mario Brega (se non avete capito chi è vi dico solo che nel primo film impersona il violentissimo pizzicagnolo padre della fidanzata di Verdone mentre nel secondo interpreta il camionista che viene arrestato per un incidente stradale) od in quelli in dialetto partenopeo catturati da film che non sono riuscito a riconoscere.
Sì ma la musica? Il grindcore prodotto dai Balatonizer è di buon livello anche se sembra non uscire troppo dai ritmi brutal tenuti insieme, o meglio fusi, dalla drum machine (apparecchio che non amo, ma capisco la difficoltà di trovare un batterista-piovra che voglia industriarsi a tempo pieno in un progetto grind) sparata all’inverosimile e che se da una parte riesce nell’intento di annichilire l’ascoltatore nei suoi 25 minuti scarsi di durata, dall’altro rischia di farli passare inosservati ad un ascoltatore distratto dalle troppe uscite.
Sicuramente una buona base per lavorare e migliorare esiste, spetta alla band aggiungere nei prossimi lavori quel quid in più per scuotere positivamente il vivo sottobosco estremo.
Be mould.

Voto: 6.5/10
By Gianluca

www.metalinside.it


®back