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Brutale. Ecco qual è il primo aggettivo che mi è passato per la testa una volta che ho terminato di ascoltare questo “Occlused In Ottusity” dei palermitani Balatonizer,band attiva dal 1997 e “cresciuta nell’ottusa perseveranza alla ricerca della solida dimensione di adesso”. Ed è proprio questa brutalità estrema,l’unico linguaggio con il quale questo folle combo,formato da Max(voce),Rodan(basso) e Marco(chitarre e drum machine) si esprime. Grind allo stato puro,senza compromessi e con quel pizzico di sarcasmo alla quale i più grandi nomi di questo genere(vedasi i Napalm Death e gli Anal Cunt dell’immenso Seth Putnam) ci hanno abituati. Le 32 bordate di violenza che vanno a comporre il cd,uscito per la piccola etichetta americana This Dark Reign,sono un susseguirsi di claustrofobici riffs chitarristici e di una devastante drum machine(curata interamente da Marco)che soddisfa,come recita la bio,il concetto di “Vulgar Death Grind” che la band siciliana si è posto. Però l’originalità dei Balatonizer è da ritrovarsi sicuramente nell’ampio uso di campionature tratte da alcuni mafia-movies e da celebri film cult anni ’70(quelli che hanno reso il cinema trash italiano famoso in tutto il mondo)all’interno dei brani. La durata di questi ultimi è quella tipica del genere,tanto che ognuno,ad esclusione dell’ultimo,non supera il minuto; anche i titoli stessi rispecchiano quell’attitudine estremista che ha reso celebri dischi come il seminale “Scum” dei Napalm Death o “Reek Of Putrefaction” dei Carcass,e “Muscular Prevarication”, “Putrification Of The Mind” o “Anal By Anal” ne sono la conferma. Altro punto a favore di “Occlused In Ottusity” è la voce di Mario,un continuo vomitare di growl gutturali e insignificanti(poich‚ la band non ha testi)che danno quel tocco in più di marcio all’intera atmosfera che è presente in questo platter. Inoltre queste pillole di violenza sonora non sono mai banali e scontate,anzi, mantengono in continuo headbanging la testolina dell’ascoltatore di turno che ha deciso di molestarsi le proprie orecchie con quest’arma micidiale. Un'altra nota di merito infine va all’artwork,curato interamente dall’axeman Marco Failla,che oltre alla simpaticissima cover,contiene un bellissimo fumetto dal finale tutto splatter(come tradizione insegna),che sta a rappresentare globalmente lo spirito della band. E come chicca finale del disco,il nostro trio ha persino realizzato un piccolo video per la track “Muscular Prevarication”. Voglio concludere questa recensione con le stesse parole contenute nella bio,che serviranno a ribadirvi nel migliore dei modi l’idea di musica che i Balatonizer hanno: “un linguaggio primordiale indirizzato allo stato coscienziale oberato del nostro pubblico che durante l’ascolto entra in uno stato catalettico e si esprime usando soltanto le capacità intellettive più elementari;è solo in quello stato che l’espressione umana più primitiva viene fuori nella sua splendida spontaneità”. E se questo e poco…
Da supportare.

Voto: 8
By Mario

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