Il “vulgar death grind” proposto dai Balatonizer è la
trasposizione in musica estrema della assoluta maleducazione, del
degrado e della cafonaggine che il regista Marco Risi riportò
sullo schermo nella saga di “Mery Per Sempre” / “Ragazzi Fuori” nel
1989. Palermo capitale del brutalismo con questi tre bellimbusti
coadiuvati da batteria elettronica e da samplers di indiscutibile
efferatezza da parte del sempre-nei-nostri-cuori Mario Brega, a inveire
in maniera primitiva contro un mondo ottuso, mediocre e benpensante.
Mai soluzioni di questo tipo sono risultate azzeccate: mi spiace dirlo,
ma dopo gli Schizo, la Sicilia è sempre rimasta accantonata
nella scena estrema italiana, almeno fino a oggi. La proposta dei
Balatonizer è un brutal-death-grind davvero ben suonato, mai
scontato o noioso e con ottime partiture di chitarra: prendete Cannibal
Corpse e Christ Denied ed immergeteli in quella massa abnorme e
purulenta del ultrabrutalgore statunitense con drum machine (Despise,
Retch); il risultato è il presente “Occlused in Ottusity”, che
però mai si limita a seguire un unico trend: i nostri
approfittano di un batterista fatto di cavi e silicio per sfoderare
alcuni assalti inverosimili molto vicini agli Agoraphobic Nosebleed,
conditi da accorte keyboards, campionamenti di dialoghi in siciliano
dai sopracitati films, vocals gutturali e basso mega-distorto alla
Mortician. Brani molto brevi (32 in 25 minuti di violenza), nessuna
“frociata”, brutalità grezza ed allo stato brado: non esistono
lyrics, solo un divertente fumetto all’interno del booklet e titoli
(ahimè, non molto originali) del calibro di “Ottenebrated
Perseveration Through Mental Disorder” … un consiglio: perché
non scrivere testi e titoli in dialetto siciliano?! Io consiglio i fans
del genere di mettersi subito in contatto con questi tre palermitani,
senza dimenticare di scrivere sull’indirizzo ”SCHIFODATIACASSETTU’”!
Grandi!
Voto: 7.5
By Arnold Poindexter
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